mercoledì 13 luglio 2016

NOI E LE MONETE

Articolo di Enrico Pasini

In gita a Casablanca, durante una crociera, un signore decise di prendere un ricordino alla nipote. Prese una calamita, esattamente quella che prese mio figlio e diede 5 Euro al commerciante marocchino. Il commerciante prese gli Euro e diede il resto nella moneta locale, il Dirham. Il signore vide le monete e si infastidì e in tipico accento lombardo contestò il commerciante: “Dammi il resto in Euro, con quelli in Italia non ci prendo neanche un chewingum, mentre tu con i miei 5 euro ci fai cena.”

Il commerciante non parlava italiano ma capì benissimo e si fece capire altrettanto bene, o prendeva i Dirham o gli ridava i 5 euro e si riprendeva la moneta.
Il “signur” si prese il resto in Dirham, la calamita e si allontanò infastidito.
Mentre assistevo alla scena abbastanza schifato per l’arroganza lombarda, mio figlio dall’altezza dei suoi 6 anni mi tirava per la maglia:
“Papà papà prendi i soldini strani che li tengo per collezione.”. Andai a pagare, presi il resto, ringraziai e con mio figlio ci dirigemmo verso la nave.
Arrivato in nave il “signur” prese la tessera che serviva per entrare in camera, aprì la porta e appoggiò il regalo sul tavolino. Scivolarono fuori i Dirham, li guardò con aria di sufficienza e pensò: “Li lascerò come mancia al cameriere.” Riprese la tessera ed uscì. Andò al bar e chiese un Prosecco. Prese la stessa tessera, chiamata Carta Crociera, la stessa che per il periodo di vacanza era anche il documento d’identità con cui poteva girare liberamente per i vari Stati toccati e pagò. A cena porse la Carta Crociera al cameriere, ordinando una bottiglia di vino ed una d’acqua, il cameriere la strisciò nel Pos, il “signur” firmò la ricevuta e cominciò a bere. A fine serata prima di andare a letto andò al casinò, inserì nella slot machine la Carta Crociera e cominciò a giocare. Rimase seduto una mezz'oretta poi stanco si alzo e infilò la Carta Crociera in tasca. Nell’infilare le mani in tasca si accorse che aveva ancora i Dirham. Li tirò fuori e li diede al Barman del Casinò.
La mattina di sbarco il Signore lombardo aprì la porta per lasciare la camera e vide nella buchetta l’estratto conto della Carta Crociera, che era abbinato alla sua carta di credito, che il 17 del mese successivo sarebbe stata usata dalla banca per i pagamenti durante la Crociera. Per tutto il corridoio si sentì un urlo: “Oh Signur!!!!”. Uscì dalla nave facendosi scansionare per l’ultima volta la Carta Crociera, la spezzò e al primo bidone la buttò via.
Mio figlio arrivò a casa, prese il suo zaino, cominciò a rovistarci dentro e si mise a piangere.
“Ho perso i soldini del Marocco, non ci sono più”.
La mamma allora andò in camera, rovistò nella valigia e tornò da lui.
“Ce li avevo io non ti ricordavi più?”
Mio figlio fece un gran sorriso, li prese e li mise sul comodino insieme alla sua Carta Crociera.
“Così ogni volta che mi sveglio mi ricorderò di questa bellissima vacanza.”
La Moneta, alla fine, ha il valore che NOI gli diamo!

6 commenti:

  1. Il raccontino mi pare un po' schiocchino, e la chiusa pure.
    Che significa "La Moneta, alla fine, ha il valore che NOI gli diamo!"?
    Il NOI sta per "ciascuno di noi" oppure per "NOI comunità"?
    Ciascuno di noi dà ovviamente ad ogni cosa il valore che vuole, ma se interagisce con gli altri deve forzatamente accordarsi su valori comuni. E il simpatico bimbetto, se vuole un gelato a Milano, non potrà pagarlo in Dirham.
    Ciao.

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  2. Il racconto non ha alcuna pretesa di spiegare qualcosa di tecnico, serve solo a riflettere su alcuni aspetti del rapporto tra noi e la moneta in genere, che è per ovvi motivi soggettivo e legato alla nostra percezione personale, nulla più.

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