domenica 7 giugno 2015

MONETA BANCARIA E DEBITO PUBBLICO

Nel nostro sistema monetario, la moneta legale è costituita da banconote e monete metalliche, quest'ultime coniate dallo Stato ma in quantità trascurabile rispetto alle banconote.
Le banconote invece sono emesse dalla Banca Centrale Europea, che è l'unica a poterlo fare, e le presta al sistema bancario privato ad un tasso di interesse dello 0,05%, cioè quasi zero.
La quantità complessiva di moneta che usiamo è pari a 2.252 mld di euro, di cui però solo il 7% è moneta legale, mentre il 93% è moneta bancaria, creata dal nulla dalle Banche quando fanno prestiti.


Come avviene la creazione dal nulla della moneta bancaria ?

Le altre Banche Private o Pubbliche hanno il divieto di creare banconote, ma è stata loro concessa la possibilità di tenere in deposito i contanti, principalmente banconote, dei propri clienti.
Quando il cliente deposita in banca una "somma in contanti", la banca diventa proprietaria dei contanti ricevuti ed apre un conto corrente a nome del cliente, nel quale scrive una cifra elettronica pari a quella somma, che corrisponde ad un impegno a restituire contanti al cliente nel caso in cui glieli dovesse richiedere. 
Tutto questo è conseguenza diretta dell'articolo n.1834 del nostro Codice Civile, che recita : "Nei depositi di una somma di danaro presso una banca, questa ne acquista la proprietà ed è obbligata a restituirla nella stessa specie monetaria, … a richiesta del depositante, …”
In conclusione, il contante depositato presso una Banca, è di proprietà della banca, e la moneta bancaria creata corrisponde ad un impegno a consegnare contanti quando il cliente li richiederà.

Quindi il deposito è in realtà un debito della Banca nei confronti del cliente.

I clienti della Banca, però, trovano più comodo utilizzare la moneta bancaria piuttosto che i contanti, anche perchè ci sono norme che limitano ed impediscono l'uso dei contanti. Nella maggior parte dei casi, quindi, i pagamenti vengono effettuati con la moneta bancaria e non con i contanti, per cui la banca può creare dal nulla maggiori quantità di moneta bancaria rispetto alla quantità di contanti che ha ricevuto in deposito.
La creazione di moneta bancaria dal nulla è resa possibile dalla promessa della Banca di cambiarla in contanti, e se qualcuno lo richiede, riceverà davvero contanti in cambio, ma è altrettanto vero che se lo facessero tutti contemporaneamente, non ci sarebbero contanti a sufficienza per tutti i depositi.
Inoltre la Banca chiede un compenso per questa attività di prestito di moneta bancaria, che è costituito da una percentuale di monete bancaria pagata in più come "interesse", per cui quando viene restituito il prestito, con il capitale la Banca annulla la moneta bancaria creata e si tiene gli interessi come utile.

Vediamo ora come viene contabilizzata la creazione di moneta bancaria.

La Banca ha un bilancio sul quale registra le sue attività e passività, per cui quando fa un nuovo prestito, succedono due cose :
- la Banca ha un debito nei confronti dell'intestatario del nuovo deposito creato, perché deve essere in grado di fornire, a richiesta, la quantità di contanti corrispondenti alla cifra elettronica scritta sul conto corrente, e questa somma è certamente un debito della Banca nei confronti del cliente, da segnare nel Passivo del Bilancio;
- la Banca ha anche un credito di pari importo verso il cliente, perché ha firmato un contratto in cui il cliente si impegna a restituire la quantità di moneta bancaria ricevuta ma aumentata degli interessi, e questa somma è certamente un credito della Banca nei confronti del cliente da segnare nell'Attivo del Bilancio.
Quando poi il prestito viene restituito con gli interessi, nel bilancio succedono altre due cose :
- la Banca preleva dal deposito del cliente sia il capitale che gli interessi, riducendo il suo debito verso il cliente e la corrispondente voce di "debito" nel Passivo del Bilancio;
- la Banca annulla anche il credito di pari importo che aveva verso il cliente, perché gli è stato restituito il capitale più gli interessi, e può cancellare la corrispondente voce di "credito" nell'Attivo del Bilancio.

La Banca crea "moneta bancaria" dal nulla quando fa un prestito, percependo interessi.

La Banca Centrale Europea è l'unica che può creare "moneta legale o contanti", che però è solo il 7% della moneta che usiamo, mentre alle altre Banche è stato concesso di creare "moneta bancaria" dal nulla quando fanno i prestiti, che corrisponde al 93% della moneta che usiamo, oltre alla possibilità di chiedere in cambio un interesse.
Ma la quantità di moneta legale emessa dalla BCE, pari a soli 158 mld di euro, non è assolutamente sufficiente a far funzionare l'economia, visto che abbiamo un PIL di circa 1.500 mld di euro e lo Stato ha un bilancio di circa 1.000 mld di euro.
Per questo lo Stato, le Aziende ed i Cittadini sono costretti ad usare grandi quantità di moneta bancaria, che può essere emessa in Italia solo dal sistema bancario privato in regime di monopolio.

Tutta la moneta che usiamo è a debito, cioè soggetta ad un interesse.

Questo perché tutta la moneta che usiamo proviene unicamente dal sistema bancario, anche quel 7% di moneta legale fornita dalla Banca Centrale Europea, che per effetto dell'art.123 del TFUE, può prestarla solo alle sistema bancario, e non agli Stati, allo 0,05% di interesse.
Il sistema economico, costituito dallo Stato, dalle Aziende e dai Cittadini, riceve tutta la moneta di cui ha bisogno esclusivamente dal sistema bancario, sia la moneta legale che soprattutto quella bancaria, che può essere creata dal nulla solo in presenza di un "prestito" concesso a qualcuno, quindi è un debito bancario che deve essere restituito maggiorato dagli interessi.
Ma se tutta la moneta fornita ed utilizzata dal sistema economico, supponiamo 2.000 mld di euro, deve essere restituita maggiorata dagli interessi, supponiamo il 5% all'anno pari a 100 mld di euro, il sistema economico per eliminare i Debito dovrebbe restituire 2.100 mld di euro alla fine del 1° anno, che però non ha perché ne ha ricevuti solo 2.000 mld di euro.
E soprattutto anche ammesso che il sistema economico riesca ad eliminare il debito, ma è matematicamente impossibile, non ci sarebbe più moneta in circolazione !

Il Debito sia Pubblico che Privato non è eliminabile.

Quindi il nostro sistema economico, per utilizzare la moneta di cui ha bisogno, è costretto a pagare un costo per interessi su tutta la moneta che usa, così distribuiti :
- lo Stato sui suoi Titoli di Stato emessi, paga interessi per circa 100 mld di euro all'anno;
- le Aziende ed i Cittadini, sui loro prestiti ottenuti dalle banche, pagano interessi per circa 120 mld di euro all'anno.
Quindi per evitare la crescita esponenziale del Debito Pubblico e Privato, dovendo pagare ogni anno circa 220 mld di euro all'anno, pari a circa il 12% del PIL, lo Stato, le Aziende ed i Cittadini sono costretti a privatizzare e svendere aziende, beni reali e risorse.

Gli interessi sul Debito Pubblico e Privato sottraggono continuamente risorse al sistema economico.

Questo è il motivo principale per cominciare a riformare tutto il sistema monetario che abbiamo ereditato, ed ipotizzare una società dove il denaro è lo strumento per raggiungere il benessere di tutti, non l'arma per accentrare la ricchezza nelle mani di pochi.
Per ottenere questo obiettivo, è necessario togliere il potere di creare denaro/debito bancario alle banche private, per restituirlo alla collettività, attraverso lo Stato e/o la Banca Centrale Pubblica e/o un sistema di Banche Pubbliche nazionali e regionali.
Per ripristinare la sovranità monetaria in modo semplice e facilmente comprensibile, lo Stato deve essere proprietario della propria Banca Centrale, che gliela fornisce essendo l'unica in grado di creare moneta legale.
Lo Stato, poi, attraverso le sue Banche Pubbliche, potrà creare la moneta bancaria che serve al sistema economico, immettendola direttamente nell'economia reale ed avendo come unico scopo il benessere della collettività.
In questo modo gli interessi sul Debito non vengono sottratti al sistema economico, ma ritornano allo Stato che li ridistribuisce nell'economia reale, diventando una specie di tassa sul'utilizzo dello strumento monetario.


Un debito verso lo Stato, che siamo noi, non è un Debito ma è una Ricchezza.

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